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Semaglutide riduce il rischio di eventi cardiovascolari nel diabete tipo 2.

La mortalità per cause cardiovascolari, l’infarto miocardico non fatale o l’ictus non fatale tra i pazienti con diabete mellito di tipo 2 è inferiore con semaglutide rispetto al placebo. Questi in sintesi i risultati dello studio SUSTAIN-6, recentemente pubblicato sul New England Journal of Medicine. Semaglutide, un’incretina analoga del Glucagon-Like Peptide1 (GLP-1), ancora non disponibile sul mercato, è un farmaco a somministrazione settimanale per il trattamento del diabete di tipo 2. Lo studio SUSTAIN-6, è stato progettato per valutarne gli effetti sugli esiti cardiovascolari e altri eventi clinicamente importanti di questo farmaco. Lo studio ha coinvolto 3297 adulti con diabete di tipo 2 ad alto rischio, trattati in aggiunta al trattamento standard con semaglutide oppure con placebo e seguiti per 2 anni. I dati finali mostrano che, rispetto al placebo, l’analogo del GLP-1 riduce in modo significativo il rischio di eventi avversi cardiovascolari maggiori e la mortalità cardiovascolare. Semaglutide è il quinto ipoglicemizzante, dopo metformina, empagliflozin, pioglitazone e liraglutide, a mostrare benefici cardiovascolari.

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