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Diabete e Sport

Fare esercizio fisico, in qualsiasi modo si desideri, giochi, sport, hobby, fa bene a tutti, piccoli, giovani, adulti ed anziani: perché la persona con diabete dovrebbe privarsene!
Fare sport è divertente, ci da la carica, c fa conoscere amici e ambienti nuovi: se ho il diabete ho anche io il diritto di fare sport, di divertirmi, di conoscere nuovi amici. Qualsiasi attività che faccia muovere i muscoli e battere forte il nostro cuore – giochi, ballo, corsa, bici, nuoto, sport di squadra, se svolta costantemente aumenta la nostra salute, ci rende più forti e capaci di superare meglio stress fisici o psicologici. Avere il diabete non limita la possibilità di fare uno sport e di riuscire bene. Molti sono gli esempi di grandi campioni con diabete in Italia e nel mondo dello sport (Nicholas Amodio calciatore del Napoli, Steve Redgrave vincitore di cinque medaglie d’oro ai giochi olimpici nel canottaggio). Diventare un campione non è però l’obiettivo che ci deve indurre a praticare uno sport, anche se non è escluso che le persone con diabete possano diventare dei campioni.
Vivere dei momenti di attività felice, fatta in compagnia e in allegria: questo è il primo obiettivo !
Chi ha il diabete ha addirittura dei vantaggi extra se pratica regolarmente uno sport o ha un hobby che comporti attività fisica.

I BENEFICI DELL’ATTIVITA’ FISICA SUL DIABETE
La cura del diabete si basa principalmente su tre aspetti: la terapia con i farmaci (orali o insulina), la corretta alimentazione e l’attività fisica. Uno stile di vita attivo permette di:

  • Ridurre l’insulino-resistenza, in modo da migliorare l’efficacia dell’insulina
  • Migliorare il controllo glicemico perché durante l’esercizio si consumano gli zuccheri

Inoltre ci sono effetti positivi dello sport nella prevenzione delle complicanze del diabete:

  • Aiuta a controllare il peso corporeo: allenando i muscoli si aumenta la massa metabolicamente attiva per cui aumentiamo il nostro metabolismo basale
  • Riduce il colesterolo e i triglicerdi,
  • Riduce la pressione arteriosa
  • Dona sensazione di benessere attraverso la liberazione delle endorfine
  • Migliora il movimento articolare, riduce il rischio di cadute accidentali
  • Migliora la capacità respiratoria e il tono muscolare
  • Previene l’osteoporosi: ritarda la perdita di massa ossea nelle donne in post-menopausa.

D’altro canto la sedentarietà favorisce la comparsa di dolori articolari, porta ad un affievolimento del tono muscolare, determina la difficoltà a compiere tutte quelle azioni che prima si facevano senza alcun problema ed è associata ad un aumento di peso. Tutto questo si ripercuote sul tono dell’umore con un atteggiamento pessimistico in relazione alle proprie condizioni di salute. Proprio per questo motivo è importante includere l’attività fisica tra le attività abituali e tenere sempre presente che i migliori risultati potranno essere ottenuti solo attraverso una pratica regolare nel tempo.

QUALE ATTIVITÀ FISICA È PIÙ EFFICACE ?
L’allenamento anaerobico è un ottimo esercizio per allenare la forza, la resistenza cardiovascolare e muscolare: prevede movimenti ripetuti e continuativi, a bassa o media intensità, senza superare la soglia aerobica. Affinché l’attività fisica produca benefici evidenti dal punto di vista medico, si consiglia un esercizio sia continuativo per almeno 30 minuti, da svolgere 3 – 5 volte la settimana.
Esempio: camminata, nuoto, ginnastica, bicicletta, ballo, ecc.

SPORT NELLE PERSONE IN TERAPIA INSULINICA
Se l’attività sportiva ha enormi vantaggi per la nostra salute in particolare nelle persone con diabete per fare in sicurezza uno sport o qualsiasi attività fisica che comporti un impegno muscolare prolungato ed intenso (che ci fa sentire un po’ di fiatone e il cuore che batte più forte…) è necessario conoscere cosa succede quando facciamo attività fisica, soprattutto se intensa e prolungata per adottare degli accorgimenti o delle modifiche dell’insulina.

ATTENZIONE ALLA GLICEMIA !

  • Se l’attività fisica dura meno di 30 minuti generalmente non incide sulla glicemia
  • Se l’attività fisica è prolungata e intensa può abbassare troppo la glicemia.
    In questo caso dovrò prendere a intervalli regolari cibi che contengono carboidrati complessi per evitare di andare in ipoglicemia.
  • Si consiglia di misurare sempre la glicemia prima di iniziare l’attività fisica: se la glicemia è bassa (inferiore a 100mg/dl) bisogna prendere uno spuntino prima di iniziare.
  • Durante l’attività è bene integrare gli zuccheri consumati con uno spuntino ogni 30 minuti di attività fisica, per esempio:
    un pacchetto di cracker, o un frutto, o 30g di pane
  • È preferibile assumere zuccheri semplici solo con glicemia inferiore a 70mg/dl, oppure se l’allenamento è molto intenso. In questo caso posso prendere a intervalli regolari di 30 minuti uno spuntino che contiene carboidrati complessi + 150ml di bevanda zuccherata (succo di frutta, bevanda energetica, coca-cola) da sorseggiare per assicurare una adeguata idratazione.
  • Se prima dell’attività fisica ho la glicemia elevata (maggiore di 250mg/dl) è bene fare il controllo dei chetoni: se presenti non praticare alcuno sport, iniettare 2-3 unità di insulina rapida e misurare la glicemia nuovamente dopo un’ora.

Cosa fare se la glicemia scende troppo (ipoglicemia) durante l’attività fisica

  • Imparare a riconoscere i sintomi dell’ipoglicemia che possono essere confusi con quelli indotti dalla fatica (sudore, batticuore, stanchezza). Spesso l’ipoglicemia ci fa sentire i muscoli “vuoti”/privi forza
  • Bisogna fermarsi, mettersi riposo e misurare la glicemia. Se è inferiore a 70mg/dl prendere subito 15 g di zuccheri semplici + 20-30g di carboidrati complessi
    Esempio: Un succo di frutta + un pacchetto di cracker o 3 biscotti
  • Aspettare 15 minuti e dopo misurare nuovamente la glicemia. Se è ancora inferiore a 100 mg/dl prendo di nuovo 15 g di zuccheri semplici.
    Si consiglia di riprendere l’attività solo quando la glicemia è superiore a 100 mg/dl.

QUANDO E’ NECESSARIO RIDURRE L’INSULINA ?

  • Quando lo sport è svolto subito dopo i pasti: entro 3 – 4 ore dopo l’iniezione di l’insulina rapida. Perché sia l’insulina che l’attività fisica abbassano la glicemia
    In questo caso dovrò ridurre l’insulina del pasto precedente all’esercizio del 25-50% in base all’intensità dell’attività fisica
    Se l’esercizio dura meno di 30 minuti non occorre modificare l’insulina.
  • L’attività fisica continua ad agire sulla glicemia anche nelle ore successive all’esercizio per cui dovrò misurare più spesso la glicemia e in caso ridurre anche l’insulina del pasto successivo
  • In alcuni casi è necessario ridurre la dose di insulina lenta serale del 20 – 30% se l’attività fisica è intensa e viene eseguita nel tardo pomeriggio o la sera

COSA FARE DOPO L’ATTIVITÀ SPORTIVA:

  • Assicurare un’adeguata idratazione con acqua (almeno 500 ml). L’uso di integratori alimentari è utile solo nel caso in cui gli allenamenti siano frequenti, di lunga durata e ad alta intensità.
  • Il pasto successivo all’allenamento dovrà essere completo per garantire il ripristino delle riserve di glicogeno e per il ripristino delle proteine muscolari. Per esempio: pasta o riso + secondo piatto + verdure + un panino + un frutto

EFFETTO PARADOSSO: IPERGLICEMIA DOPO L’ATTIVITA’ FISICA
Solitamente l’attività fisica abbassa la glicemia per il maggior consumo di glicogeno e glucosio, ma ci sono alcuni casi in cui avviene proprio il contrario:

  • Quando l’allenamento viene svolto in condizioni di bassa livelli di insulina nel nostro organismo, per esempio prima di cena quando l’insulina basale sta terminando la sua azione o se abbiamo fatto poca insulina. In questo caso i muscoli non riescono ad utilizzare il glucosio e vengono prodotti corpi chetonici.
  • Quando la performance sportiva porta ad una condizione di stress emotivo o se lo sforzo è eccessivo: si ha la secrezione di adrenalina e noradrenalina che aumentano la glicemia.
  • Nel caso in cui durante l’attività fisica vi sia stata un’ipoglicemia non avvertita, e quindi non trattata in modo adeguato con gli zuccheri semplici. L’organismo mette in atto un sistema di riserva per far aumentare la glicemia liberando il glucagone, cortisolo, adrenalina noradrenalina.
  • Quando durante l’allenamento assumiamo più zuccheri rispetto a quelli che consumiamo.

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