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Liraglutide riduce il rischio di eventi cardiovascolari nel diabete tipo 2.
La mortalità per cause cardiovascolari, l’infarto miocardico non fatale o l’ictus non fatale tra i pazienti con diabete mellito di tipo 2 è inferiore con liraglutide rispetto al placebo. Questi in sintesi i risultati dello studio LEADER, (Liraglutide Effect and Action in Diabetes: Evaluation of Cardiovascular Outcome Results), recentemente pubblicato sul New England Journal of Medicine. Liraglutide, un’incretina analoga del Glucagon-Like Peptide1 (GLP-1), è un farmaco approvato per il trattamento del diabete di tipo 2, e lo studio LEADER, è stato progettato per valutarne gli effetti a lungo termine sugli esiti cardiovascolari e altri eventi clinicamente importanti. Lo studio ha coinvolto 9.340 adulti con diabete di tipo 2 ad alto rischio, trattati in aggiunta al trattamento standard con liraglutide oppure con placebo e seguiti per 5 anni. I dati finali mostrano che, rispetto al placebo, l’analogo del GLP-1 riduce in modo significativo il rischio di eventi avversi cardiovascolari maggiori. In termini di tollerabilità, gli eventi avversi più comuni che hanno portato alla sospensione del farmaco sono stati di tipo gastrointestinale. Liraglutide è il quarto ipoglicemizzante, dopo metformina, empagliflozin e pioglitazone, a mostrare benefici cardiovascolari e il primo della classe dei GLP-1-agonisti.
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