L’uso di microinfusori tubeless favorisce un miglior controllo della glicemia nei pazienti con diabete mellito di tipo 1

Numerosi studi hanno dimostrato che la terapia insulinica per infusione sottocutanea continua con microinfusore (continous subcutaneous insulin infusion, CSII) favorisce un miglior controllo glicemico a lungo termine rispetto al trattamento con dosi multiple di insulina (MDI), nei pazienti con diabete mellito di tipo 1 (T1DM).

Improved glycemic control following transition to tubeless insulin pump therapy in adults with type 1 diabetes.

Numerosi studi hanno dimostrato che la terapia insulinica per infusione sottocutanea continua con microinfusore (continous subcutaneous insulin infusion, CSII) favorisce un miglior controllo glicemico a lungo termine rispetto al trattamento con dosi multiple di insulina (MDI), nei pazienti con diabete mellito di tipo 1 (T1DM). La diffusione della terapia con microinfusori è però inferiore all’auspicabile per diverse ragioni, tra queste anche la difficoltà di gestione del dispositivo da parte di alcuni pazienti. Tali difficoltà potrebbero essere in parte superate grazie a sistemi tubeless di più facile gestione. In questo studio multicentrico retrospettivo, gli Autori hanno esaminato gli effetti del trattamento a lungo termine con un sistema CSII tubeless in 156 pazienti adulti di origine statunitense con diagnosi di T1DM, precedentemente sottoposti a terapia insulinica con CSII “classico”, dotato di tubi, o MDI. I pazienti che effettuavano terapia con MDI (n= 99) mostravano livelli più elevati di HbA1c al basale rispetto al gruppo trattato con CSII classico. I dati ottenuti hanno dimostrato che tutti i partecipanti allo studio presentavano una riduzione dei livelli di HbA1c a 3, 6 e 12 mesi dall’inizio del trattamento, indipendentemente dal tipo di terapia pregressa (MDI o CSII); in particolare, i pazienti in transizione dal trattamento con MDI esibivano una riduzione dei livelli di HbA1c statisticamente significativa al termine dello studio (P=0.009). Ulteriori analisi sono state effettuate stratificando i soggetti in base ai livelli basali di HbA1c o al tipo di terapia pregressa. E’ emerso che, i pazienti con livelli di HbA1c al basale ≥ 9 mostravano una significativa riduzione dei livelli di HbA1c 12 mesi dopo l’inizio del trattamento, contrariamente ai soggetti con valori basali di HbA1c < 9, i quali non mostravano alterazioni del controllo glicemico dal baseline al termine del follow-up. La percentuale di pazienti che al termine dei 12 mesi di trattamento raggiungeva un valore di HbA1c <7%, target suggerito dalle linee guida dell’ADA, aumentava in maniera analoga in entrambi i gruppi. Il dato è stato ulteriormente validato utilizzando i criteri di classificazione del sistema HEDIS per le categorie di HbA1c <8, 8-9 e >9%. La percentuale di pazienti che al termine del trattamento presentava livelli di HbA1c 9 aumentava e diminuiva, rispettivamente, in maniera statisticamente significativa, indipendentemente dal tipo di terapia precedente. Non sono state registrate, invece, variazioni ponderali nei partecipanti allo studio. Complessivamente, i dati ottenuti in questo studio dimostrano che la terapia insulinica per infusione sottocutanea continua con microinfusore tubeless si associa ad un significativo miglioramento dei livelli di HbA1c nei pazienti con diagnosi di diabete di tipi 1, in particolare in quelli con valori basali di HbA1c >9 e in quelli precedentemente trattati con MDI.

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