Impatto delle linee guida KDIGO 2020 sul trattamento dei pazienti con diabete mellito di tipo 2 e malattia renale cronica: analisi retrospettiva sulla popolazione statunitense
I farmaci ipoglicemizzanti orali appartenenti alla classe degli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo due (SGLT2i) riducono l’incidenza di complicanze renali e cardiovascolari nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 (T2DM) e malattia renale cronica (CKD).
Sodium-glucose transporter 2 inhibitors for renal and cardiovascular protection in US adults with type 2 diabetes: Impact of the 2020 KDIGO clinical practice guidelines.
I farmaci ipoglicemizzanti orali appartenenti alla classe degli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo due (SGLT2i) riducono l’incidenza di complicanze renali e cardiovascolari nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 (T2DM) e malattia renale cronica (CKD). Sulla base di queste evidenze, le più recenti linee guida Kidney Disease Improving Global Outcomes (KDIGO) hanno introdotto la raccomandazione al loro utilizzo nei soggetti con T2DM, CDK e con un tasso di filtrazione glomerulare (eGFR) ≥ 30ml/min/1.73m2. Nel presente studio, gli Autori hanno condotto un’analisi retrospettiva dei dati raccolti tra il 2005 e il 2018 nel programma di ricerca National Health and Nutrition Examination Survery (NHANES) del National Center for Health Statistics con lo scopo di individuare la percentuale di pazienti con T2DM e CDK, tra la popolazione statunitense, che potrebbe essere sottoposta a terapia con SGLT2i. Nell’analisi sono stati inclusi pazienti con precedente diagnosi di T2DM e/o che hanno presentato i criteri diagnostici per il diabete durante l’indagine, e sono stati esclusi, invece, i pazienti con probabile diagnosi di diabete mellito di tipo 1. Sono stati inoltre considerati i pazienti arruolati in altri trial clinici, completati o in corso, quali CREDENCE, DAPA-CKD, EMPA-KIDNEY e SCORED, presentanti i seguenti criteri di inclusione: età ≥ 18, valori di eGFR compresi tra 25-75 (ml/min) e livelli di UACR tra 200–5000 (mg/g). Complessivamente, è stato dimostrato che il 35,27% degli adulti statunitensi con diagnosi di T2DM (su un campione totale di 8,96 milioni di soggetti) potrebbe essere sottoposto a trattamento con SGLT2i. Il numero di pazienti che, nella pratica clinica quotidiana, può essere indirizzato alla terapia con SGLT2i, secondo le linee guida KDIGO 2020, che sono peraltro sostanzialmente sovrapponibili alle più recenti indicazioni dell’American Diabetes Association (ADA), è quindi molto maggiore di quello che risulta applicando i criteri di inclusione più stringenti utilizzati nei trials clinici randomizzati. L’applicazione di queste nuove indicazioni delle società scientifiche potrà quindi portare benefici terapeutici ad un elevato numero di pazienti diabetici, rallentando la progressione del danno renale e riducendo il loro rischio cardiovascolare.
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