Effetti protettivi di Empagliflozin in un modello sperimentale di NAFLD

La steatosi epatica non alcolica (NAFLD) è una malattia epatica cronica, caratterizzata da un ampio spettro di manifestazioni cliniche. Empagliflozin (EMP) ha dimostrato di avere un effetto non trascurabile sul metabolismo dei lipidi tanto da, secondo diverse evidenze, essere responsabile della riduzione dei grassi nel tessuto epatico.

Transcriptomic Analysis Reveals the Protective Effects of Empagliflozin on Lipid Metabolism in Nonalcoholic Fatty Liver Disease.

La steatosi epatica non alcolica (NAFLD) è una malattia epatica cronica, caratterizzata da un ampio spettro di manifestazioni cliniche. Empagliflozin (EMP) ha dimostrato di avere un effetto non trascurabile sul metabolismo dei lipidi tanto da, secondo diverse evidenze, essere responsabile della riduzione dei grassi nel tessuto epatico. Yuting e collaboratori si sono proposti di studiare le vie intracellulari influenzate da EMP in un modello murino di NAFLD tramite l’analisi del trascrittoma epatico, grazie alle più recenti tecnologie di RNAseq. Per lo studio, i topi sono stati divisi in tre gruppi: CT, HFD ed EMP. Il primo gruppo è stato alimentato con una dieta regolare mentre gli altri due sono stati sottoposti ad una dieta ricca di grassi per 20 settimane. A 12 settimane, il gruppo EMP ha ricevuto una somministrazione intragastrica di EMP mentre i gruppi CT e HFD il medesimo volume di soluzione fisiologica. Dopo 20 settimane di dieta grassa, il peso e la massa grassa sono risultati significativamente più elevati nei gruppi HFD ed EMP rispetto al gruppo CT mentre già dopo 8 settimane di somministrazione intragastrica di EMP, il peso e la massa grassa erano inferiori nel gruppo EMP rispetto a quello HFD. Per quanto riguarda la struttura del tessuto epatico è risultato normale nel gruppo CT, steatosico nei topi HFD mentre le diverse anomalie riscontrate risultavano migliorate nel gruppo trattato con EMP. Dallo studio del profilo del trascrittoma del tessuto epatico sono emersi 404 geni differenzialmente espressi (DEG) nel gruppo HFD, rispetto al gruppo CT. Dal confronto tra il gruppo HFD ed il gruppo EMP sono invece emersi 123 DEG. È stata successivamente condotta un’analisi per chiarire in quali processi metabolici fossero coinvolti i DEG dei vari gruppi ed è emerso come EMP agisca principalmente sull’ossidazione ed il metabolismo dei lipidi, causando aumento della lipolisi e della β-ossidazione mitocondriale. In conclusione, questo studio fornisce una interessante panoramica sui targets trascrizionali di EMP in pazienti con NAFLD; tali targets potrebbero essere considerati come importanti candidati terapeutici per rallentare la progressione della malattia.

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