Disegno dello studio EMPA-VISION: Effetti metabolici di Empagliflozin nei pazienti con scompenso cardiaco
Nonostante gli avanzamenti terapeutici degli ultimi anni, lo scompenso cardiaco rimane una patologia con prognosi infausta, caratterizzata da alta incidenza di mortalità ed elevati tassi di riospedalizzazione.
Design and rationale of the EMPA-VISION trial: investigating the metabolic effects of empagliflozin in patients with heart failure.
Nonostante gli avanzamenti terapeutici degli ultimi anni, lo scompenso cardiaco rimane una patologia con prognosi infausta, caratterizzata da alta incidenza di mortalità ed elevati tassi di riospedalizzazione. Fin dai primi dati ottenuti con trial che ormai possono essere definiti “classici”, quali l’EMPA-REG OUTCOME, il CANVAS o il DECLARE, è risultato evidente come i farmaci della classe degli inibitori degli SGLT-2 (SGLT2i) non solo siano un trattamento efficace e sicuro per il diabete di tipo 2, ma abbiano importanti effetti protettivi a livello cardiovascolare. Successivi studi volti a valutare in modo specifico l’efficacia degli SGLT2i nel trattamento dello scompenso cardiaco, sia in soggetti affetti da diabete di tipo 2 che in pazienti non diabetici, hanno confermato che questi farmaci potrebbero rappresentare un fondamentale strumento terapeutico per i cardiologi. L’EMPEROR-REDUCED, ad esempio, commentato anche da noi nella newsletter di Aprile 2021, ha dimostrato l’efficacia di empagliflozin, un farmaco della classe, nel trattamento di pazienti con scompenso cardiaco e frazione di eiezione ridotta, mentre sono attesi a breve i risultati di un analogo studio, denominato EMPEROR-PRESERVED, che ha arruolato soggetti con frazione di eiezione preservata.
Lo studio EMPA-VISION si propone di chiarire il meccanismo alla base degli effetti osservati arruolando 43 soggetti con scompenso cardiaco con frazione di eiezione ridotta e 43 soggetti con frazione di eiezione conservata, sia diabetici che non diabetici. Questi soggetti saranno sottoposti a risonanza magnetica cardiaca, risonanza magnetica spettroscopica a riposo e dopo infusione di dobutamina, ecocardio, test da sforzo cardiopolmonare al momento del reclutamento e dopo 12 settimane. Lo studio comprenderà un braccio in trattamento con empagliflozin (10 mg) ed un braccio di controllo che riceverà un placebo. La randomizzazione 1:1 verrà effettuata sia per i soggetti con frazione di eiezione preservata che per coloro che al reclutamento presenteranno frazione di eiezione ridotta.
Lo studio consentirà di comprendere gli effetti diretti di empagliflozin sul metabolismo cardiaco, ponendo le basi per una migliore comprensione del meccanismo d’azione degli SGLT2i, fondamentale alla luce dell’ampliamento delle categorie di pazienti che possono beneficiare di questi farmaci.
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