Diabete in Italia: stato dell’arte su epidemiologia e terapie
I dati della pubblicazione qui riassunta provengono dall’Osservatorio ARNO Diabete, un’iniziativa nata nel 1987 da una collaborazione tra il CINECA, il centro di calcolo interuniversitario che opera sotto il controllo del Ministero dell’Università, e le aziende sanitarie locali con l’obiettivo di ottenere dati amministrativi utilizzabili per valutazioni di tipo epidemiologico ed economico, volte a migliorare la programmazione sanitaria.
Clinical burden of diabetes in Italy in 2018: a look at a systemic disease from the ARNO Diabetes Observatory.
I dati della pubblicazione qui riassunta provengono dall’Osservatorio ARNO Diabete, un’iniziativa nata nel 1987 da una collaborazione tra il CINECA, il centro di calcolo interuniversitario che opera sotto il controllo del Ministero dell’Università, e le aziende sanitarie locali con l’obiettivo di ottenere dati amministrativi utilizzabili per valutazioni di tipo epidemiologico ed economico, volte a migliorare la programmazione sanitaria. La rete dell’Osservatorio ARNO comprende tutte le ASL della regione Veneto e le ASL delle seguenti città o zone cittadine: Trento, Firenze, Roma D, Teramo, Napoli 1 Centro, Napoli 3 Sud, Taranto e Ragusa per un totale di 11.300.750 soggetti, pari a circa il 20% della popolazione residente in Italia. Dal 2007, la SID (Società Italiana di Diabetologia) sta portando avanti, nell’ambito dell’Osservatorio Arno, un progetto volto a valutare in modo specifico il profilo assistenziale nelle persone affette da diabete che vivono nel nostro paese, raccogliendo non solo dati epidemiologici sulla prevalenza della malattia, ma anche informazioni sui costi legati alla gestione sanitaria del diabete e sulla qualità della cura. Il presente aggiornamento è relativo alla situazione italiana nell’anno 2018. I dati mostrano una prevalenza del 6,2% della malattia diabetica nella popolazione italiana, con percentuali diverse nei due sessi (6,5% negli uomini e 5,9% nelle donne). I soggetti con diabete risultano ospedalizzati con maggiore frequenza per tutte le cause, ad indicare come il diabete sia una malattia sistemica. E’ importante inoltre sottolineare come dai dati emerga che la spesa sanitaria relativa al trattamento dei pazienti diabetici rappresenta solo il 10-15% del totale, mentre il restante 85-90% è costituito da spese correlate al trattamento di complicanze acute. Prevenire queste complicanze in modo ancora più efficace di quanto già non venga fatto, rendendo disponibili a tutti i farmaci più innovativi e di comprovata efficacia, risulterebbe quindi non soltanto in un miglioramento delle condizioni cliniche dei pazienti, che rappresenta il primo e più importante obiettivo di qualsiasi intervento medico, ma anche in una significativa riduzione della spesa sanitaria complessiva.
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