Diabete di tipo 2 e fattori di rischio: una mappa per orientarci meglio
Gli studi relativi ai fattori di rischio per il diabete di tipo 2 (DM2) sono molto numerosi, l’originalità del lavoro di Yuan e colleghi consiste però nell’aver applicato un approccio di Randomizzazione Mendeliana (MR) per identificare le associazioni causali per lo sviluppo della patologia diabetica.
An atlas on risk factors for type 2 diabetes: a wide-angled Mendelian randomisation study.
Gli studi relativi ai fattori di rischio per il diabete di tipo 2 (DM2) sono molto numerosi, l’originalità del lavoro di Yuan e colleghi consiste però nell’aver applicato un approccio di Randomizzazione Mendeliana (MR) per identificare le associazioni causali per lo sviluppo della patologia diabetica.
Per prima cosa hanno condotto una review di metanalisi e di precedenti reviews arrivando ad identificare 97 fattori di rischio per DM2 da includere nella MR. Hanno poi eseguito una prima analisi con i dati del consorzio DIAbetes Genetics Replication And Meta-analysis (74.124 soggetti con DM2) ed hanno evidenziato associazioni causali per 34 fattori (19 con effetto negativo e 15 fattori protettivi). Le potenziali associazioni causali sono state quindi rivalutate utilizzando i dati del consorzio FinnGen (11.006 soggetti con DM2). Tra i nuovi fattori di rischio è emersa l’insonnia (OR 1.17 [95% CI 1.11, 1.23]). Gli altri 18 fattori di rischio identificati sono stati: depressione, pressione arteriosa sistolica, abitudine tabagica sia di recente inizio che di lunga durata, consumo di caffè, livelli plasmatici di isoleucina, valina e leucina, I fattori associati ad una riduzione del rischio invece erano: livelli alanina plasmatica, colesterolo totale e HDL, età del menarca, livelli di testosterone, livelli di proteine leganti proteine sessuali, peso alla nascita, altezza in età adulta, massa magra (nelle donne), quattro acidi grassi plasmatici, livelli circolanti di 25-idrossivitamina D e anni di istruzione. Complessivamente, i risultati dello studio non possono considerarsi particolarmente innovativi, essi però sottolineano come la prevenzione del DM2 non debba essere limitata al controllo della dieta o alla promozione dell’attività fisica, che ne rappresentano certamente due cardini fondamentali, ma debba includere in modo globale lo stile di vita del paziente. Dai risultati emerge chiaramente infatti il ruolo, della qualità del sonno, ma anche l’importanza di disturbi dell’umore o di stati depressivi, aspetti ai quali spesso non viene riservata la necessaria attenzione.
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