Dall’assistenza ospedaliera a quella virtuale durante la pandemia COVID-19
Durante l’epidemia da COVID-19, Jones e colleghi hanno trasferito i servizi di gestione del diabete in regime di ricovero in gran parte “virtuali” o forniti da remoto, spinti dalla necessità di ridurre l’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI) e l’esposizione all’infezione sia per i pazienti che per i professionisti sanitari, mantenendo i precedenti livelli di efficacia della terapia.
Inpatient Transition to Virtual Care During COVID-19 Pandemic.
Durante l’epidemia da COVID-19, Jones e colleghi hanno trasferito i servizi di gestione del diabete in regime di ricovero in gran parte “virtuali” o forniti da remoto, spinti dalla necessità di ridurre l’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI) e l’esposizione all’infezione sia per i pazienti che per i professionisti sanitari, mantenendo i precedenti livelli di efficacia della terapia.
L’implementazione di un servizio di cogestione del diabete presso l’Università della North Carolina era stata avviata nel luglio 2019. In risposta alla pandemia di COVID-19, a marzo 2020, il servizio di diabetologia è stato trasferito a un modello di assistenza virtuale, anche con l’implementazione dei consulti per tutti i pazienti con COVID-19. I risultati in termini di valori di glicemia prima e dopo la transizione all’assistenza virtuale dimostrano che il controllo glicemico non è stato modificato e che l’uso dei queste tecnologie per la gestione del diabete è un’opzione attuabile e può fornire risultati simili all’assistenza faccia-a-faccia.
Il trend della pandemia da COVID-19 sembra essere lento e prolungato nel North Carolina. Ciò suggerisce che la necessità di preservare i DPI si estenderà per molti mesi. Gli autori hanno dimostrato, pur attraverso dati limitati, che è effettivamente possibile fornire assistenza utilizzando un modello virtuale.
Gli autori concludono che i consulti diabetologici per tutti i pazienti con COVID-19 assicurano che i pazienti con malattie gravi ricevano cure specialistiche. È stata infatti rilevata una notevole variabilità del fabbisogno di insulina tra i pazienti. Il passaggio a modelli di assistenza virtuale non limita gli esiti in termini di controllo della glicemia dell’assistenza ospedaliera per il diabete e dovrebbe essere adottato per ridurre l’esposizione del paziente e dell’operatore nell’ambito della pandemia. Inoltre, questi risultati possono avere implicazioni per la riduzione dell’infezione nosocomiale in tempi meno difficili e potrebbero fornire uno strumento per far fronte alla carenza di operatori sanitari, in particolare nelle aree remote.
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