Confronto tra dieta povera di grassi e chetogenica: possibili effetti sull’apporto calorico e livelli di insulina

Secondo un’ipotesi patogenetica accreditata le diete ad alto contenuto di carboidrati promuovono l’insorgenza di obesità causando eccessiva secrezione di insulina, e di conseguenza facilitando l’accumulo di grasso e aumentando l’apporto calorico.

Effect of a plant-based, low-fat diet versus an animal-based, ketogenic diet on ad libitum energy intake

Secondo un’ipotesi patogenetica accreditata le diete ad alto contenuto di carboidrati promuovono l’insorgenza di obesità causando eccessiva secrezione di insulina, e di conseguenza facilitando l’accumulo di grasso e aumentando l’apporto calorico. In questo studio randomizzato Hall e colleghi hanno paragonato l’effetto sull’appetito e l’apporto calorico di una dieta ad alto contenuto di carboidrati ed una ad elevato contenuto di grassi. Lo studio è stato condotto su 20 adulti (11 uomini e 9 donne) con un indice di massa corporea di 27,8+/-1,3 kg m-2 e una età media di 29,9 +/-1,4 che hanno ricevuto per 2 settimane una dieta prevalentemente a base di alimenti di origine vegetale, povera di grassi (LF, Low Fat) (10,3% grassi, 75,2% carboidrati) oppure una dieta a base di alimenti di origine animale povera di carboidrati (LC, Low Carbohydrate) (75,8% grassi, 10,0% carboidrati) seguita immediatamente da 2 settimane della dieta alternativa. Gli autori hanno valutato gli effetti delle due diete valutando l’apporto calorico, i livelli ormonali e il peso corporeo dei volontari arruolati nello studio.

I risultati dello studio di Hall e colleghi hanno dimostrato che una dieta povera di grassi ha portato ai volontari dello studio un apporto calorico minore di circa 500 ± 700 kcal d-1 calorie al giorno rispetto alla dieta a basso contenuto di carboidrati, sebbene queste osservazioni non siano in linea con il modello carboidrati-insulina che porterebbe ad un aumento dell’apporto calorico. I partecipanti non hanno riferito differenze nella fame, senso di sazietà e nel gradimento dei pasti suggerendo che una dieta LC esercita benefici riducendo i livelli di glucosio e di insulina mentre una dieta LF ha benefici sul controllo dell’appetito.

Si è osservato come l’apporto calorico della dieta LC decresce significativamente durante la seconda settimana di dieta rispetto alla prima e ciò potrebbe essere causato dall’effetto di soppressione dell’appetito dovuto alla produzione di chetoni. Inoltre, a dispetto di una sostanziale differenza nell’apporto calorico tra la dieta LC ed LF, la perdita di peso dei partecipanti allo studio dopo due settimane è simile. Tuttavia, solo la dieta LF ha portato ad una significativa perdita di grasso corporeo.

Sono stati anche valutati i livelli dei trigliceridi poiché si ritiene siano coinvolti nell’aumento del rischio cardiovascolare che sono risultati più alti nella dieta LC rispetto alla dieta LF probabilmente a causa dell’alto contenuto di grassi nella dieta. Di contro, la dieta LF aumenta i livelli di glucosio e di insulina e ciò è di interesse medico poiché le anomalie dei livelli di glucosio sono un fattore di rischio per le malattie coronariche.

Le osservazioni di Hall e colleghi contraddicono quindi l’ipotesi secondo la quale una dieta ad elevato contenuto di carboidrati conduca in quanto tale ad un aumentato intake energetico, suggerendo che debbano essere condotti ulteriori studi per comprendere quale regime dietetico sia più indicato nelle diverse condizioni cliniche. Tuttavia, gli autori ammettono che i risultati avrebbero potuto essere diversi. Infatti, i volontari erano ospitati nella struttura ospedaliera, quindi in ambiente controllato e ciò rende difficile trasporre i risultati ottenuti in un ambiente che sia al di fuori del contesto ospedaliero. L’ambiente controllato ha però permesso la corretta misurazione dei dati ottenuti.

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