Chi più spende meno spende!

La pandemia da COVID19 ha reso estremamente evidente la veridicità del detto popolare secondo il quale l’acquisto di “prodotti” di maggiore qualità si riflette a medio e lungo termine in un risparmio, nonostante inizialmente la spesa sia maggiore.

Cost–effectiveness analysis of empagliflozin compared with glimepiride in patients with Type 2 diabetes in China.

La pandemia da COVID19 ha reso estremamente evidente la veridicità del detto popolare secondo il quale l’acquisto di “prodotti” di maggiore qualità si riflette a medio e lungo termine in un risparmio, nonostante inizialmente la spesa sia maggiore. In ambito sanitario questo è certamente vero sia in termini di investimento nell’assunzione di personale numericamente adeguato e ben preparato sia in termini di scelta di farmaci e trattamenti efficaci e sicuri, anche se a prima vista “costosi”.
In questo studio Salem e colleghi hanno analizzato i dati dello studio EMPA-REG H2H-SU per valutare se l’utilizzo dell’empagliflozin, farmaco appartenente alla classe degli inibitori di SGLT-2 fosse associato ad un guadagno da un punto di vista anche di economia sanitaria rispetto all’utilizzo della sulfanilurea glimepiride quale farmaco di seconda linea in aggiunta alla metformina. I pazianti in trattamento con empagliflozin guadagnavano 0,23 anni di vita, ma soprattutto 0,317 anni con buona qualità di vita (QALY). Il trattamento con l’inibitore di SGLT-2 costava 1368 dollari in più per paziente, pari a circa 4364 dollari per QALY; questi valori risultavano decisamente inferiore al “prezzo di mercato” (WTP-willingness to pay o “prezzo di mercato”), un parametro definito tenendo conto del prodotto pro-capite che per la Cina risulta di circa 30.290 dollari. Tale vantaggio economico risultava maggiormente evidente quando venivano applicati scenari specifici, tenendo conto della possibilità di trattare pazienti con cattivo controllo della glicemia (valori di emoglobina glicata superiori al 9%) o affetti da obesità e perciò a maggior rischio di andare incontro a mortalità o a riduzione della qualità di vita.
Nonostante la società cinese sia abbastanza diversa da quella italiana sia in termini di economia che in termine di gestione della sanità, lo studio evidenzia come anche da un punto di vista strettamente economico l’impiego di un farmaco estremamente efficace quale empagliflozin risulti estremamente vantaggioso.

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