Caratterizzazione di un nuovo meccanismo di rischio cardiovascolare
L’infarto del miocardio è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di scompenso cardiaco. In questo studio, de Koning e colleghi hanno voluto indagare un aspetto ancora non chiaro dei meccanismi che influenzano gli outcome cardiaci in pazienti infartuati, esaminando le variazioni dei livelli di corpi chetonici circolanti (KB) in pazienti con infarto del miocardio con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI).
Association of Circulating Ketone Bodies With Functional Outcomes After ST-Segment Elevation Myocardial Infarction.
L’infarto del miocardio è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di scompenso cardiaco. In questo studio, de Koning e colleghi hanno voluto indagare un aspetto ancora non chiaro dei meccanismi che influenzano gli outcome cardiaci in pazienti infartuati, esaminando le variazioni dei livelli di corpi chetonici circolanti (KB) in pazienti con infarto del miocardio con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI). Sono stati inclusi dati di 369 soggetti, partecipanti ad uno studio randomizzato sulla terapia precoce con metformina dopo STEMI. Le concentrazioni plasmatiche di KB (b-idrossibutirrato, acetoacetato e acetone) sono state misurate mediante spettroscopia di risonanza magnetica nucleare al momento del ricovero per STEMI, 24 ore dopo l’intervento di rivascolarizzazione percutanea (PTCA) e dopo 4 mesi. L’area infartuale e la frazione d’eiezione del ventricolo sinistro (FE) sono state determinate mediante risonanza magnetica cardiaca a 4 mesi.
I KB circolanti sono risultati elevati al momento dello STEMI e rimanevano significativamente più alti a 24 ore dalla riperfusione, rispetto ai livelli al follow-up a 4 mesi. L’aumento della concentrazione di KB a 24 ore era indipendentemente associato a dimensioni dell’area infartuale maggiori (ꞵ= 1.56 95% IC da 0.29 a 2.83; p=0.016) e FE più bassa (ꞵ= -1.78 95% IC da -3.17 a -0.39;p=0.012).
Questi risultati indicano che l’ischemia/riperfusione è associata ad un aumento della concentrazione di KB e che questo aumento si associa ad outcome funzionali cardiaci negativi, suggerendo un potenziale nuovo ruolo per il metabolismo dei chetoni nella risposta sistemica all’ischemia miocardica, probabilmente di natura adattiva.
L’aumento della concentrazione di KB nei pazienti con STEMI potrebbe essere una diretta conseguenza della risposta da stress all’infarto ed analogamente i livelli più alti di KB circolanti osservati in pazienti con dimensione dell’area infartuale maggiore potrebbero essere il risultato di livelli più elevati di catecolamine in pazienti con un infarto più ampio. Lo studio offre un interessante nuovo spunto per comprendere meglio i meccanismi che condizionano il rischio cardiovascolare in pazienti con pregresso infarto del miocardio.
Condividi
Articoli collegati
Il 2022 ha visto numerose nuove pubblicazioni in tema di gestione e prevenzione della malattia diabetica. Studio “EMPRISE”: un’osservazione di coorte per valutare empagliflozin nei pazienti con diabete mellito di tipo II I dati osservazionali forniscono importanti informazioni sul trasferimento delle evidenze degli studi clinici a particolari sottogruppi di pazienti non adeguatamente riportati
Il 2022 ha visto numerose nuove pubblicazioni in tema di gestione e prevenzione della malattia diabetica. Nefropatia diabetica e malattia renale cronica nel paziente diabetico Non tutti i pazienti diabetici con malattia renale cronica (MRC) hanno una nefropatia diabetica. Se per MRC si intende una riduzione del filtrato glomerulare (GFR) o un aumento
Il 2022 ha visto numerose nuove pubblicazioni in tema di gestione e prevenzione della malattia diabetica. Linee guida SID-AMD L’anno scorso, la Società Italiana di Diabetologia (SID) e l’Associazione Medici Diabetologi (AMD) hanno aggiornato le linee guida italiane per la gestione terapeutica del diabete di tipo 2 del 2021. Il comitato di redazione

