Diabete... tra Storia, Cinema e Arte

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Nel palazzo del Rettorato dell’Università di Torino è stata organizzata un mostra intitolata “La dolce vita”, che si propone di illustrare con un percorso multimediale e coinvolgente la storia e l’evoluzione dei metodi e degli strumento per la diagnosi e la cura del diabete. Aperta dal 23 aprile al 22 giugno 2019, in Via verdi 8 a Torino.
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Una voce incredibile che negli anni 60 ha spaziato dal blues al gospel al pop al rock‘n roll, rimanendo sempre in testa alle classifiche e ricevendo anno dopo anno i Grammy Award per essere la “migliore voce femminile rhythm and blues”. Questo, ma non solo, è Aretha Franklin, giovane mamma che dopo una lunga gavetta sfonda nel mondo della musica e diventa un’icona internazionale. La sua forza deriva anche dalla capacità di non nascondere le sue debolezze. Come il diabete di tipo 2, arrivato quando era seriamente in sovrappeso ma poi controllato dopo aver perso molti chili grazie alla dieta e all’attività fisica. “Il cibo può essere influente”, racconta Aretha,”ma tu puoi tenerlo sotto controllo o lui controllerà te!”. Il suo dimagrimento è stato tale che molti fan non la riconoscevano più, pero’ così facendo il suo diabete è migliorato e lei ha ricompensato se stessa con un nuovo guardaroba.
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E’ un cantante americano diventato inizialmente famoso con i due fratelli maggiori (insieme formavano i Jonas Brothers) e poi come cantante solista. Con i fratelli ha recitato per la Disney il film “Camp Rock”. Ha il diabete tipo 1 dal 2005, scoperto a 13 anni mentre era in tour con il suo gruppo. Ha volutoraccontare la sua esperienza dell'esordio nella canzone "A little bit longer".
IZI - Album cover
IZI, al secolo Diego Germini, è un giovane rapper e attore italiano originario di Genova. IZI ha il diabete tipo 1 e spesso ne parla nei testi delle sue canzoni. Nella foto di copertina del suo album non ha paura di mostrare il microinfusore.

Diabete e Fumetti

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È noto che nel 1921 i ricercatori Frederick Grant Banting e Charles Herbert Best isolarono l’isletina, successivamente chiamata insulina, e cambiarono così la storia della medicina e la vita di milioni di persone. Per tale scoperta nel 1923 il canadese Banting ricevette il premio Nobel. Forse non tutti sanno, però, che la storia del dott. Banting è stata raccontata in un fumetto nel 1941 nella collana “World Famous Heroes Magazine” nel 1941. Ecco alcune tavole di quel fumetto.
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Chi soffre di una malattia “invisibile”, come ad esempio il diabete, può avere difficoltà a spiegare agli altri quello che vive e come si sente. Il disegno, con la sua possibilità di rappresentare sinteticamente delle metafore, è un ottimo modo per migliorare questa comunicazione. Lo sanno bene due studiosi dell’Università di Cardiff che hanno costruito un sito in cui spiegano ai pazienti come poter esprimere il loro vissuto rispetto alla malattia con il disegno e dove raccolgono, in una toccante galleria di immagini, le opere prodotte. Chiunque può provare a esprimere ciò che sente e mandare il proprio contributo.
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Kara ha 10 anni, le è stato diagnosticato il diabete tipo 1 da poco e deve imparare molte cose nuove per gestire la sua malattia. Lo farà attraverso un viaggio in un mondo fantastico accompagnata da una strana creatura chiamata Dire Beastie (un nome che alle sue orecchie suona molto simile a DIABETES). Il viaggio di Kara fa parte di un progetto educativo per bambini con diabete prodotto dalla University of Florida e chiamato New Onset Diabetes Educator (NODE). Potete trovare le avventure di Kara sul sito
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Guy Rainsford è stato uno dei primi pazienti con diabete tipo 1 a ricevere l’insulina negli anni venti sotto l’egida del padre della diabetologia, il dott. Elliott Joslin. Rainsdfor era un marinaio scapolo, originario del Maine, che durante i suoi viaggi disegnava delle cartoline e le inviava al dott. Joslin. I suoi disegni rappresentano con ironia le difficoltà nella gestione del diabete in giro per il mondo a quei tempi. In una famosa cartolina, intitolata “Playing safe”, si vede il marinaio che riposa nella sua camera di albergo e sul comò un cartello con la scritta: “Se sembro morto o in coma, chiamate il dott. Joslin”. Le cartoline di Guy Rainsford sono ancora conservate alla Joslin Diabetes Clinic di Boston.
Baldo
Hector Cantú e Carlos Castellanos sono i creatori di “Baldo”, una striscia a fumetti pubblicata su diversi giornali americani. Il protagonista è Baldomero Bermudez, detto Baldo, un adolescente latino-americano che vive con la sua famiglia, composta dalla sorellina Gracie, dal padre e dalla zia, e lavora in un negozio di ricambi di auto. Con grande ironia gli autori affrontano temi importanti come l’immigrazione, l’adolescenza in un paese straniero ed anche il diabete poiché Sergio, il padre di Baldo, soffre di diabete tipo 2. La scelta di questo argomento non è casuale: le popolazioni di origine latino-americana hanno un aumentato rischio di sviluppare il diabete e le sue complicanze ed un fumetto può essere un utile strumento per sensibilizzare le persone.
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I Kinetix sono uno gruppo speciale di liceali con disabilità, studenti di giorno e supereroi di notte. Fa parte del gruppo Bobby Byers, discendente di immigrati cinesi ed ebrei con la passione per l’atletica: di giorno è un ragazzo incompreso con il diabete tipo 1, ma di notte si trasforma in CYABETES, un adolescente cyborg che difende i deboli.
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I fumetti sono usati per l’educazione delle persone con diabete da moltissimi anni. In questi, risalenti addirittura al 1954 e al 1967, viene spiegato come poter gestire la malattia, con particolare attenzione alla …sterilizzazione delle siringhe! Per fortuna nella cura del diabete ci sono stati molti progressi, tuttavia rileggere questi documenti storici ha un grande valore.
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La vita di Delphine insieme a “lui” inizia a 16 anni, il 14 novembre 1994. Scoprire di avere il diabete proprio nella data in cui ricorre la Giornata Mondiale del Diabete sembra uno scherzo del destino, ma Delphine è riuscita a riprendere in mano questo destino e, insieme a “lui”, a fare tutto ciò che più le piaceva. In questo fumetto ci racconta la sua storia: l’esordio, le difficoltà iniziali e la determinazione nell’andare avanti nonostante tutto, l’incontro con il futuro marito, il viaggio intorno a mondo, la gravidanza e la nascita del figlio Eliott, le scalate oltre i 4000 metri e gli incontri fatti con “lui” e anche grazie a “lui”.

La mia vita con lui
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Suzye e Ray potrebbero essere i nostri vicini di casa, i nostri parenti o lontani conoscenti. O potremmo essere anche noi. Suzye e Ray sono due persone con il diabete che devono affrontare i normali problemi nella gestione della malattia. Le loro storie a fumetti sono utilizzate in un grande ospedale americano, il Massachusetts General Hospital di Boston, come materiale educativo per i pazienti.
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Dopo aver pubblicato nel 2016 “Type 1: Origins” (già citato in questa rubrica), la Revolve Comics, in occasione della Giornata Mondiale del Diabete 2018, è uscita con un nuovo fumetto: “L’attacco dei chetoni”. Lo scopo è sempre lo stesso: aiutare i ragazzi con diabete tipo 1 a comprendere meglio la loro malattia. Il risultato è fantastico: con leggerezza, efficacia e ironia si parla di chetoacidosi, dieta, tecnologia ed errori medici che possono capitare ma da cui si deve imparare.

Type 1: L’attacco dei chetoni
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Il fumetto di “Insuman” contiene due storie differenti: in una i disegni hanno lo sfondo giallo e nell’altra lo sfondo blu. I disegni con lo sfondo bianco sono in comune. Potete leggere le storie separatamente o in parallelo, per apprezzare in modo semplice ma chiaro come talvolta dentro di noi convivano anime contrastanti.
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Ci possono essere dei momenti in cui sembra che l’insulina non funzioni: nonostante le usuali dosi o il loro aumento la glicemia rimane alta. In tutti questi casi è sempre corretto escludere un problema nella somministrazione dell’insulina (uso scorretto della penna o della siringa, problemi di assorbimento a causa di lipodistrofie, errata conservazione dell’insulina, etc), poiché sono più frequenti di quanto si pensi. Un fumetto pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine affronta in modo ironico questo argomento descrivendo dei casi “estremi” di errata somministrazione di insulina.
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La routine quotidiana di una persona con diabete può essere molto faticosa e portare a dei momenti di stanchezza o rifiuto, come ben rappresentato in questo fumetto animato. Parlare delle difficoltà che si incontrano con il proprio medico può aiutare a trovare nuove soluzioni e motivazioni.
Il fumetto è stato pubblicato sulla rivista medica americana Annals of Internal Medicine.
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Ann M. Martin è una scrittrice americana specializzata in libri per ragazzi, diventata famosa per la serie chiamata The baby-sitters club in cui racconta la vita di un gruppo di amiche. Fa parte di questa serie il libro “The true about Stacey”, in cui si racconta in particolar modo la vita di Stacey, una delle amiche che oltre ai problemi dell’adolescenza deve gestire le difficoltà derivanti dal diabete tipo 1. Recentemente di questo libro è stata prodotta una versione a fumetti, disegnata da Raina Telgemeier.
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E’ questa l’immagine che usa Mike Natter per descrivere come si sente quando è in ipoglicemia, completamente svuotato di tutte le forze. Ma il messaggio positivo che ci lascia è ben più importante: per lui il diabete è un superpotere che ha da quando era piccolo e che, come medico, gli consente di essere più vicino ai pazienti e poterli aiutare al meglio.
Cathy Leamy è una disegnatrice di Boston specializzata in comunicazione per la salute. Con grande ironia in questo fumetto affronta il problema del diabete e della disfunzione erettile. Il disegno è uno strumento privilegiato per spiegare in modo semplice concetti molto complessi e questo ne è un meraviglioso esempio.
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La paura dell’insulina è diffusa ma spesso alla base di questo timore ci sono false credenze. Una dottoressa canadese ha voluto rappresentare con un fumetto animato come si può sentire una persona nel momento in cui viente prescritta una terapia con insulina. La storia descritta è molto realistica e suggerisce un’ottima soluzione per superare le paure: parlare con il proprio medico ed esprimere senza vergogna tutti i propri dubbi. Il fumetto è stato pubblicato sulla rivista medica americana Annals of Internal Medicine.
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Tony Pickering è un illustratore inglese a cui è stato diagnosticato il diabete tipo 1 più di un anno fa. Come spesso accade il primo periodo dopo la diagnosi è stato difficile, per il trauma psicologico e per la necessità di imparare molte cose per la gestione della malattia. Anziché tenere tutto dentro, Tony ha usato il suo mezzo di comunicazione preferito, il disegno, per raccontare le difficoltà affrontate e come le ha superate. Tutti i disegni entreranno a far parte di una raccolta chiamata “Diabetes One year”.
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Tutti i supereroi dei fumetti affrontano un difficile momento quando scoprono i loro superpoteri, perché si trovano in una situazione nuova e inaspettata e devono imparare a gestirli. È così anche per chi si trova a dover affrontare la diagnosi di diabete tipo 1. Due medici inglesi, il Dr Partha Kar e il Dr Mayank Patel, aiutati dalla Revolve Comics, hanno sviluppato questa idea e ne hanno fatto un fumetto. Prendendo il prestito il titolo della serie Marvel, Wolverine: Origins, nel fumetto Type 1: Origins, viene raccontata la storia di un ragazzo, Gary, che deve affrontare la diagnosi di diabete e i suoi nuovi “superpoteri”, attraversando diverse fasi di sgomento, sorpresa, accettazione e comprensione di cosa fare per gestire la sua nuova condizione. Con una scoperta finale: non è da solo!

Type 1: Origins
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“Calloused Fingertips”, cioè polpastrelli callosi. Questo è il titolo di un’opera fatta da Mike Natter, un giovane medico americano con la passione per l’arte. Mike ha il diabete tipo 1 dall’età di 9 anni ed in questa opera, preparata per un concorso artistico rivolto alle persone con diabete, ha utilizzato le strisce reattive usate per costruire un suo autoritratto.

Diabete e Spettacolo

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Famoso attore protagonista di molti triller e film di azione, Jean Reno ha il diabete tipo 2 da circa 17 anni. Ammette che è una eredità ricevuta dal padre e che sulla predisposizione familiare non può fare nulla, ma con un corretto stile di vita e le adegute terapie cerca di tenere sotto controllo la glicemia e mantenersi in salute. Nel 2016 è stato il volto francese della Giornata Mondiale del Diabete.
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Nel 2014 Sierra Sandison, una giovane e bella ragazza di Twin Falls, Idaho, partecipa ad un concorso di bellezza e decide di sfilare in bikini senza nascondere il microinfusore che utilizza per curare il diabete di tipo 1. Alla fine vincerà la fascia di Miss Idaho, premio per la sua bellezza ma forse anche per il suo coraggio nel non nascondere la malattia.

Diabete e Sport

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José Ignacio Fernández Iglesias, meglio noto come Nacho, è un calciatore spagnolo che gioca nel Real Madrid e nella nazionale iberica. Negli ultimi ai Campionati del Mondo di Calcio del 2018 in Russia è partito da titolare ed ha segnato una rete contro il Portogallo. Nacho era già una promessa del calcio giovanile quando, all’età di 12 anni, venne ricoverato per l’esordio di diabete tipo 1. Il primo medico che incontrò in ospedale gli disse che la sua carriera come calciatore si sarebbe interrotta a causa della malattia, ma questo medico non era un diabetologo e non sapeva quando lo sport può essere utile per la cura del diabete. Due giorni dopo Nacho incontrò per la prima volta quello che sarebbe stato il suo diabetologo per il resto della vita. Grazie a lui capì che i suoi sogni potevano continuare, e da lì iniziò un lungo percorso di cura e di sport, arrivato fino ai Campionati del Mondo di Calcio.
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Marco Sebis non è un atleta famoso ma è un grande atleta, un ironman, che tradotto dall’inglese vuol dire uomo d’acciaio. Ironman non è un soprannome ma il nome dalla gara di triathlon più dura al mondo: 3,8 km a nuoto, 180 km in bici e 42,2 km di corsa. Marco è stato il primo uomo al mondo con diabete tipo 1 e sclerosi multipla ad aver concluso una gara di Ironman, a Francoforte nel 2017. Era il suo sogno e lo ha realizzato, nonostante la malattia. Bravo Marco!
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Arturo Vidal, ex centrocampista juventino attualmente al Bayern Monaco, e’ personalmente coinvolto nella lotta al diabete perché suo figlio Alonso soffre di diabete tipo 1. Per far sentire al figlio la sua vicinanza si è fatto tatuare sulla pancia il disegno di un microinfusore simile a quello che usa il piccolo Alonso. Inoltre, ha lanciato una campagna sui social network per sensibilizzare il il presidente del Cile, suo paese di origine, sulla necessità di fornire gratuitamente l’insulina a tutti i bambini con diabete.
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Nicolas Amodio è un ex calciatore uruguaiano che ha giocato per molti anni nel campionato italiano, arrivando fino alla serie A nella stagione 2008-2009 con la maglia del Napoli. Nicolas ha il diabete tipo 1 dall’età di 9 anni, ma questo non gli ha impedito di diventare un calciatore professionista. Nel 2006 è stato premiato come Atleta diabetico dell’anno ed ha sempre sostenuto iniziative per sostenere la ricerca sul diabete.
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Charlie Kimball è un corridore automobilistico con una brillante carriera iniziata da ragazzo nelle formule minori, fino a raggiungere la Formula 3 nel 2006. L'anno seguente, durante la stagione agonistica, inizia a non stare bene e ha una irritazione cutanea, si reca dal medico e lì apprende la spiacevole notizia: ha il diabete tipo 1. La diagnosi sembra interrompere il suo sogno, ma Charlie non si arrende e riprende a correre nel 2008. Attualmente è l'unico corridore professionista con diabete autorizzato a correre in formula Indy. Per gareggiare ed essere sempre pronto nelle lunghe gare a 300 km/h utilizza un sistema di monitoraggio in continuo della glicemia, che indossa sotto la tuta, ed un particolare dispositivo costruito dal padre ingegnere e collegato alla cannuccia che tutti i piloti hanno nel casco per bere in corsa: in caso di glicemia bassa con un piccolo gesto può bere succo di frutta anziché acqua.
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Gary Hall Jr è stato un grande nuotatore americano, campione olimpico in ben tre edizioni consecutive dei Giochi (Atlanta 1996, Sydney 2000, Atene 2004). Quello che forse non tutti sanno è che nel 1999 gli è stato diagnosticato il diabete tipo 1. Nonostante molti credessero fosse impossibile per un diabetico gareggiare ad alti livelli nel nuoto, Gary ci ha creduto, ha cambiato il tipo di allenamento e di alimentazione, ha controllato la glicemia a bordo vasca anche ogni 45 minuti ed è riuscito a vincere altre due Olimpiadi. Spesso si dice che dopo l'esordio del diabete si può continuare a fare tutto ciò che si vuole come prima della malattia, basta organizzarsi ed usare la testa. Gary Hall Jr è l'esempio vivente.

Calcolo del rischio di sviluppare il diabete

Risultato
Fai le tue scelte per avere un responso.
Età
L’età è, ovviamente, un fattore di rischio non modificabile. È tuttavia importante sapere che se si ha un’età inferiore ai 45 anni il rischio di avere il diabete è molto basso, mentre questo rischio aumenta notevolmente dopo i 45 anni: in Italia, dopo i 45 anni, almeno una persona su 10 ha il diabete. Infine, se hai ancora meno di 45 anni, sei ancora in tempo per modificare gli altri fattori di rischio e prevenire il diabete!
Frutta e verdura
Mangia frutta o verdura ad ogni pasto, o comunque almeno una porzione al giorno. Oltre a contenere vitamine e sali minerali essenziali, frutta e verdura contengono fibre adatte a migliorare la digestione e a evitare rapidi cambiamenti della glicemia.
Glicemia
Se hai già avuto una glicemia alta o il diabete in gravidanza il tuo rischio di sviluppare il diabete è molto alto. Parlane con il tuo medico e controlla nuovamente la glicemia. Anche se ancora normale (<110) ripeti il controllo ogni due anni. Se non l’hai mai controllata, chiedi al tuo medico se non sia il caso di farlo, anche sulla base dei risultati di questo test.
BMI
L’indice di massa corporea (in inglese: Body Mass Index) è una facile stima per capire se per la tua altezza, hai un peso adeguato. Si calcola dividendo due volte il proprio peso in chili per l’altezza in metri. Se il BMI è compreso fra 20 e 25 va tutto bene; se è fra 25 e 30 sei in sovrappeso, mentre per i risultati da 30 in su si parla di obesità! È importante che tu dimagrisca e mantenga un peso più basso. Non pensare soltanto a una dieta, ma anche ad altri piccoli cambiamenti del tuo stile di vita. Parlane con il tuo medico o con uno specialista.
Esercizio fisico
Una regolare attività fisica è indispensabile contro il diabete e per la tua salute generale. Non è necessario andare in palestra o fare sforzi particolari: l’importante è fare attività fisica adeguata al tuo fisico e alla tua età, per almeno trenta minuti al giorno. Non pensare che una vita attiva significhi sempre attività fisica. Parlane con il tuo medico o con uno specialista.
Pressione alta
Se hai risposto sì controlla regolarmente la tua pressione. Deve mantenersi il più possibile con i valori inferiori a 85 di minima e 130 di massima. Parlane con il tuo medico o con uno specialista; se invece hai risposto no, ma hai più di 45 anni o hai parenti con la pressione alta, controlla comunque la tua pressione almeno una volta ogni due anni.
Casi di diabete in famiglia
Se non ci sono diabetici nella tua famiglia il tuo rischio è ridotto, ma in ogni caso effettua controlli periodici. Spesso il diabete è ignorato o considerato poco importante. Quello che viene spesso detto come "solo un po’ di diabete alimentare" è comunque diabete. Se invece hai diabetici in famiglia il rischio è aumentato, ed è possibile che tu condivida il rischio di diabete, perché in parte questa malattia è ereditaria. Ricorda però che può essere prevenuta o allontanata. Anche se il tuo parente ha una forma "lieve" di diabete, considera l’attività fisica e la dieta che lui ha fatto nella sua vita e confrontala con la tua.
Circonferenza vita
Il grasso che si raccoglie nell’addome è più pericoloso, dal punto di vista della salute, di quello presente sulle gambe o sulle braccia. Dimagrire certamente potrebbe aiutarti; un aiuto ancora migliore è fare regolare attività fisica per almeno 30 minuti al giorno.