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Incretina-gliflozina: alleanza vincente
Le incretine rappresentano una delle alternative ormai consolidate nel trattamento del diabete mellito di tipo 2. Oltre ai già noti benefici metabolici e cardiovascolari, gli Autori di questo studio hanno valutato la possibile azione della terapia combinata tra linagliptin, inibitore DPP-IV, e empagliflozin, inibitore SGLT-2, sull’intima vascolare.
Il cuore ischemico trattato con empagliflozin produce più energia, si rimodella di meno e lavora meglio
Oltre alla riduzione della glicemia e della pressione arteriosa altri meccanismi sembrano sottendere l’azione cardioprotettiva dell’empagliflozin (EMPA), tra cui l’incremento dei livelli circolanti di corpi chetonici e acidi grassi. In questo lavoro, per valutare gli effetti di EMPA sul metabolismo cellulare a livello miocardico, maiali con scompenso cardiaco secondario ad ischemia miocardica indotta da occlusione coronarica sono stati trattati o meno con EMPA per 2 mesi.
Perdere peso riduce il rischio cardiovascolare nei neo-diabetici
È noto come gli adulti con diabete mellito di tipo 2 (DM2) abbiano un aumentato rischio di patologie cardiovascolari (CV). Le patologie CV sono le più frequenti nel DM2 ed hanno un alto impatto sia economico sia in termini di morbidità e mortalità. In questi soggetti, il calo poderale si associa ad un miglioramento di fattori di rischio quali livelli di HbA1c, profilo lipidico e pressione arteriosa.
Possibili indicazioni al trattamento con SGLT-2 inibitori per patologia renale o epatica
Continuano ad accumularsi dati relativi a benefici extraglicemici legati al trattamento con SGLT-2 inibitori in popolazioni ad alto rischio. Lo studio CREDENCE ha arruolato 4401 pazienti diabetici tipo 2 con un filtrato glomerulare stimato tra 30 e 90 mL/min per 1.73 mq + proteinuria, randomizzandoli a canagliflozin o placebo per un periodo medio di osservazione di 2.6 anni.
Metformina e flora intestinale: una relazione pericolosa
Per molti anni la metformina ha rappresentato la prima soluzione terapeutica per il trattamento del diabete di tipo 2 (DM2). L’effetto ipoglicemizzante mediato dalla metformina è noto essere principalmente determinato dalla soppressione della gluconeogenesi epatica e dall’incremento del trasporto del glucosio a livello muscolare.
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